RICORSO CONTRO IL BLOCCO DEI MECCANISMI DI ADEGUAMENTO RETRIBUTIVO (CC.DD. “SCATTI STIPENDIALI”) – UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI MESSINA

Gentili Colleghe, Cari Colleghi,
Vi confermiamo di aver provveduto a depositare presso il T.A.R. di Catania il ricorso proposto contro le misure di contenimento della spesa che riguardano i professori ed i ricercatori dell’Università di Messina..
Abbiamo notificato il ricorso con qualche ritardo sui tempi originariamente immaginati, sia perché alcuni colleghi hanno continuato ad aderire, sia, e soprattutto, perché le manovre finanziarie di questa estate hanno parzialmente mutato (in peggio) il quadro normativo, sicché abbiamo dovuto
attendere che si completasse l\’iter parlamentare per calibrare al meglio i motivi di ricorso.
Nell’atto abbiamo già preso in considerazione la posizione dei docenti non confermati svolgendo specifiche censure, sicché non è necessario alcun ricorso singolo.
A tal proposito, molti di Voi ci hanno comunicato in via informale, negli ultimi giorni, di aver ricevuto il decreto rettorale di conferma “ai soli fini giuridici” e ci hanno chiesto se tali provvedimenti sopravvenuti debbano essere (o meno) oggetto di specifica ed ulteriore impugnazione.
La risposta al quesito, a parer nostro, è negativa: la giurisprudenza è dell’avviso che, nel caso dei rapporti di pubblico impiego non contrattualizzati, qualora la pretesa azionata abbia ad oggetto il riconoscimento di un diritto soggettivo di natura esclusivamente patrimoniale, non vengano in evidenza provvedimenti di carattere autoritativo (da impugnare necessariamente nel prescritto termine decadenziale di sessanta giorni), ma soltanto atti paritetici che hanno la loro fonte direttamente in norme di legge (Cons. St., Sez. V, 7 novembre 2007, n. 5764; T.A.R. Lazio-Roma, Sez. I, 29 aprile 2011, n. 3672).
Nel caso in cui fosse Vs/ intenzione, in via di estrema cautela, procedere comunque con l’impugnazione del decreto rettorale di conferma – che andrebbe fatta mediante motivi aggiunti al ricorso già depositato – il costo di questa ulteriore attività processuale, non preventivata all’inizio e necessariamente individuale, sarebbe contenuto nell’importo di € 500,00 pro capite, di cui € 300,00 da versare all’erario a titolo di contributo unificato (trattasi, anche questo, di un nuovo onere introdotto dall’ultima manovra economica di luglio).
Il testo del ricorso è, ovviamente, a Vs/ disposizione. Poiché, però, in giro per l\’Italia stanno fiorendo iniziative analoghe, comprenderete che non possiamo diffonderlo: quando riterrete, pertanto, potrete consultarlo presso il ns/ Studio; avremo, così, anche la possibilità di incontrarci personalmente e scambiare le considerazioni del caso.
Un cordiale saluto.

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